POKER E DONNE

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martedì 11 maggio 2010

Intervista a Salvatore Bonavena

Abbiamo l’onore di avere come ospite il Re di Praga, Salvatore Bonavena, unico italiano, fino ad ora, ad aver vinto un European Poker Tour. Ciao Salvatore, grazie di aver accettato la nostra intervista.
Grazie a voi, è un piacere per me essere vostro ospite su PokerNostrum.

Cosa ricordi di quell’avventura a Praga nel 2008?
Un libro intero non basterebbe per raccontare i ricordi di quei giorni stupendi. Mi sentivo “protetto” da qualcosa di grande, ed avevo sensazioni molto positive. Inoltre ricordo il calore della gente quando vinsi la Picca. Una cosa però ho ben stampata in mente, la ricordo come se fosse adesso: la mano in cui, andando all-in preflop con KK scoppiai la coppia di assi di Nasr El Nasr. Settai il K al flop e vinsi un colpo fondamentale per il prosieguo del torneo. Avessi perso quella mano sarei stato out. Per come si era svolta l’azione preflop, avevo percepito che c’era il pericolo di trovare il tedesco con gli American Airlines, ma a quel punto del torneo non potevo fare diversamente e quella sensazione di “protezione” di cui ti parlavo prima si è rifatta viva…

Durante quell’EPT quale è stato il giocatore che ti ha maggiormente impressionato?
Sicuramente Juan Maceiras. Grande giocatore, aggressivo, loquace al tavolo e pure molto simpatico e carismatico. Ricordo ancora una mano nella quale io avevo AK e callai il suo raise preflop e pure la sua continuation bet al flop in cui scesero una Q e due carte basse. Al turn si materializzò un K. Puntai sicuro, lui mi rilanciò X3 e io mandai la vasca. Juan, dopo averci pensato a lungo, foldò mostrandomi un K. Non so quanti giocatori sarebbero stati capaci di un tale fold. Complimenti Maceiras!

C’è stata una mano giocata al tavolo finale di Praga nella quale tu, dopo aver raisato preflop con AK, perdesti un patto abbastanza sostanzioso foldando in seguito ad un reraise del chipleader che ti mostrò AQ. Un colpo del genere avrebbe potuto innervosirti, invece mantenesti i nervi saldi.
Avevo rilanciato lungo in quanto al tavolo c’erano due short e il greco Konstantinos, chipleader, mi aveva controrilanciato pesantemente. Ho preferito il fold per tre motivi: primo perché non mi andava di giocarmi il torneo a quel punto e in quella maniera contro un avversario che sapevo avrei potuto dominare in diverse situazioni, secondo perché, dopo che precedentemente avevo avuto una discussione con Cirianni, mi ero imposto di uscire dopo di lui, terzo perché al tavolo c’erano due giocatori molto short che avevano buone probabilità di essere eliminati prima di me.

E’ vero o è solo una leggenda che il premio vinto all’EPT di Praga ti ha permesso di salvare la tua azienda che in quel periodo non se la stava passando molto bene?
Avevo deciso di chiudere la mia azienda prima della vittoria di Praga, in quanto il ramo immobiliare non garantiva più entrate sicure. Diciamo che il primo posto all’EPT mi ha convinto definitivamente a dedicarmi a tempo pieno al Poker, permettendomi di chiudere con la massima serenità la mia azienda.

Facciamo un passo indietro. Come si è sviluppata la tua passione per il Poker?
Fin da piccolo mi sono sempre piaciuti molto i giochi di carte. Crescendo ho imparato a giocare al classico Poker con cinque carte, giocavo spesso con gli amici il cash game e volevo vincere sempre, ho un forte spirito competitivo, mi impegno sempre al massimo per cercare di primeggiare. Un giorno ho visto alla TV un tipo di Poker simile a quello alla Teresina, era il Texas Hold’em. Imparai le regole e provai a giocare qualche partita, fino a che nel 2006, senza nessuna conoscenza approfondita, mi iscrissi ad un torneo da 300 euro di buy-in a Sanremo. Arrivai terzo. Da lì in avanti iniziai a studiare e ad approfondire le mie basi e i risultati non tardarono ad arrivare.

Quali sono stati i maestri o i mentori nella formazione professionale di Salvatore Bonavena?
Devo moltissimo a Roberto Villa, soprattutto per quanto riguarda l’Omaha, poi avendo avuto la fortuna di giocare con i players migliori, Pescatori, Rinaldi, Pagano, Mazzia, Minieri, ho cercato di rubare con l’occhio ad ognuno di loro mantenendo però sempre un mio stile di gioco.

Tu sei un ottimo giocatore di cash, ma dopo le vittorie ottenute nell’EPT di Praga e nell’IPT di Venezia e i numerosissimi piazzamenti ITM in altri tornei, ti senti più player da cash o da torneo?
Io nasco come giocatore di cash, ma l’adrenalina e l’emozione dell’eliminazione sempre dietro l’angolo che danno i tornei sono sensazioni stupende. Diciamo che mi piacciono entrambe le tipologie di gioco.

Secondo te, quanto conta la fortuna nel singolo evento, come ad esempio un torneo?
Nel singolo evento moltissimo, direi un buon 80%. Però la sola fortuna non basta, per vincere il torneo devi possedere anche skill. Nel lungo periodo, invece, l’incidenza della fortuna cala drasticamente, fino a diventare quasi ininfluente e solo i giocatori abili riescono ad essere vincenti.

Ti è mai capitato, specialmente all’inizio della tua carriera, di giocare fuori bankroll o di andare broke?
Ad inizio carriera giocavo costantemente fuori bankroll, mi iscrivevo ad eventi fuori dalla portata del mio bankroll, non ci facevo caso all’inizio. Fortunatamente non sono mai andato broke, anzi vincevo spesso. Con il senno di poi non lo rifarei più e sconsiglio a chiunque di farlo.

Che rapporto hai con il Poker online?
Il mio rapporto con il gioco online è piuttosto freddino. Gioco qualche torneo sul web solo per puro divertimento, a me piace il Poker live, il vero Poker. Voglio vedere in faccia il mio avversario, voglio vedere le sue mani che tremano e sudano, voglio respirare il clima della sfida. Amo la competizione, mi fa sentire vivo.

Se dovessi paragonarti ad un calciatore in chi ti identificheresti?
Essendo un tifoso interista, non ho alcun dubbio, mi identificherei nel capitano dell’Inter Javier Zanetti. Un combattente come me, uno che non molla mai e dà tutto quando gioca.

Se una nostra lettrice invitasse Salvatore Bonavena a cena, oltre a disputare un bel heads up con lui, che piatto dovrebbe preparargli per farlo felice?
Mi piacciono tutti i primi piatti, dunque mi accontenterei di una scorpacciata di primi.


Salvatore, a nome mio e di Poker Nostrum ti ringrazio di essere stato nostro ospite, è stato un onore per noi poter intervistare l’unico pokerista italiano che fino ad ora ha conquistato l’ambita Picca dell’EPT.
Grazie a voi, un saluto a tutti i vostri utenti.


A cura di Enrico “Kiko” Gherardi

www.pokernostrum.it

martedì 4 maggio 2010

European Poker Tour: Vince Nicolas Chouity

In quello che è stato forse il tavolo finale più a senso unico della storia del poker dal vivo, il libanese Nicolas Chouity ha vinto il più prestigioso torneo di poker in Europa: il PokerStars European Poker Tour Grand Final. Chouity si è presentato al tavolo finale con uno straordinario stack da dieci milioni di chips – il 40 percento di quelle in gioco – ed ha così dominato il final table eliminando direttamente sei dei sette avversari.

Il tavolo finale era composto principalmente da giocatori sconosciuti fatta eccezione forse per Andrew Chen che i più ricorderanno per il terzo posto ottenuto all’EPT di Praga un paio di anni fa. Chen ha iniziato la giornata dal secondo posto in classifica che condivideva con il francese Mesbah Guerfi. Sorprendentemente, è stato proprio quest’ultimo il primo giocatore eliminato.


Chouity ha dominato sin dalle prime battute mettendo pressione a tutti i giocatori più short. Presto si è fatto coinvolgere in un grosso piatto con Guerfi. Entrambi i giocatori hanno fatto check all’{8-Clubs}{3-Spades}{4-Spades} del flop ma Guerfi ha puntato 310’000 al {4-Diamonds} del turn. Chouity ha chiamato per veder servire il {K-Diamonds} del river. Il francese ha quindi puntato 785’000. Il chip leader ha quindi costretto Guerfi all-in che era orami troppo legato al piatto dalle precedenti puntate. Ovviamente è arrivato il call ma l’{A-Hearts}{K-Hearts} con il quale giocava non poteva nulla contro l’{8-Hearts}{8-Spades} di Chouity.

Chouity ha quindi eliminato il sempre short-stacked Roger Hairabedian e poi anche Aleh Plauski incrementando ulteriormente il proprio dominio. In entrambe le situazioni era partito con la mano migliore è il board ha confermato la superiorità del suo punto. Questi due grossi piatti hanno dato al libanese i due terzi delle chips in gioco.

L’austriaco Josef Klinger era partito come giocatore più corto ma un precoce double-up e l’eliminazione di Chen gli hanno permesso un buon recupero. Chen ha pagato cara la pessima decisione di provare l’all-in con {9-Clubs}{7-Clubs} quando Klinger si era visto servire {K-Spades}{K-Hearts}.

Herve Costa non ha giocato più che qualche mano in tutto il giorno sembrando più interessato a resistere a lungo abbastanza da guadagnare qualche posizione in classifica. È stato però lui la vittima successiva di Chouity che con king-queen ha eliminato Costa (con gran disappunto del pubblico di casa) che si giocava tutto con asso-nove. Restavano così in gara tre giocatori: Chouity, Klinger ed il lituano Dominykas Karmazinas, che aveva un piccolo ma numeroso fanclub capitanato da Tony G.

Karmazinas era però lo short stack del tavolo e si è presto giocato tutto con asso-sette trovandosi contro l’asso-sei di Chouity. Un sei al turn ha sancito l’eliminazione del lituano e la quasi certezza del titolo per Chouity che si presentava al testa a testa finale con un vantaggio di chips di circa 4 a 1.

Dopo venti minuti di gioco tutto era finito. Chouity ha rilanciato a 350’000 e Klinger ha risposto rapidamente con un all-in. Purtroppo per lui, Chouity non ha avuto problemi a chiamare con {A-Clubs}{A-Diamonds} - in netto vantaggio sull’{8-Clubs}{8-Diamonds} di Klinger. Il board ha rivelato {K-Diamonds}{10-Spades}{9-Hearts}{4-Spades}{Q-Clubs} incoronando il libanese campione dell’evento.

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venerdì 23 aprile 2010

CASH GAME E CASINO' GAMES

Estate inoltrata se tutto va bene. Questa sembra essere l’ipotesi più accreditata in merito alla partenza degli attesissimi cash game (prendendo come esempio il poker, se oggi si paga solo una quota di partecipazione al torneo che può variare tra i 0,50 ed i 100 euro e le partite si disputano poi con soldi virtuali, con questa nuova modalità tutta la partita sarà disputata a soldi veri) e casinò games (in pratica giocheremo su internet alla Roulette, Dadi, Slot, ecc).

La data del 1° agosto sembra al momento quella più probabile, anche se qualche operatore nutre ancora speranze che si anticipi di circa un mese. Gli operatori, nei primi 6 mesi di vita dei due nuovi mercati, si divideranno, secondo gli esperti della società di consulenza Mag, ricavi per circa 15 milioni al mese, cifra che poi salirà a circa 50 milioni mensili (in pratica il doppio di quanto oggi gli operatori si mettono in tasca con il poker a modalità torneo).

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